Le ultime notizie sull’incendio della discarica di Ca’ Asprete a Tavullia

Mauro Coltorti

Mauro Coltorti

Il 27 febbraio scorso, un incendio ha interessato i rifiuti indifferenziati accumulati su un settore della Discarica di Ca’ Asprete.
Il senatore Mauro Coltorti, insieme ai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Tavullia, Enrico Bacchini e Fabio Banini, si sono subito interessati alla vicenda ed hanno richiesto i risultati delle indagini sia al Comando dei Vigili del Fuoco di Pesaro-Urbino che alla Direzione Generale dell’ARPAM.
Oggi, a circa un mese di distanza dall’evento, i Vigili del Fuoco sottolineano che è in corso un’attività di Polizia Giudiziaria, e non hanno potuto fornire ulteriori informazioni, se non quelli generali sull’intervento che venne coordinato dal Comandante Provinciale Ing. Carlo Federico, già comparsi sulla stampa.
L’ARPAM ha coinvolto il Servizio Regionale Inquinamento effettuando campionamenti di aria tramite fiale, campionamenti di acque superficiali e campionamenti di terreno. Sulla base dei primi dati i valori dei composti organici volatili rientrano nella norma. I campioni di acqua per la ricerca di Diossine e Furani sono stati inviati ai laboratori dell’ARPA Emilia Romagna ed ancora si attendono i risultati. L’analisi chimica di base e organica (Idrocarburi Policiclici Aromatici, Idrocarburi leggeri e pesanti, Composti Organici Volatili), sempre sulle acque effettuate dall’ARPAM Pesaro, non ha rilevato particolari criticità riconducibili all’incendio. I campionamenti del terreno sono stati effettuati all’interno di un raggio di un chilometro. Le analisi per chimica di base relative ai metalli contenute nei terreni sono ancora in corso. Per la chimica organica (Idrocarburi Policiclici Aromatici, Idrocarburi leggeri e pesanti, Composti Organici Volatili), sempre di campioni di terra, non sono stati rilevati valori critici. Le analisi delle Diossine, Furani e PCB sui terreni presentano valori di tossicità largamente inferiori ai limiti di legge.
Ora si attendono i risultati delle ultime analisi in corso. Si spera che risultino anch’esse negative, anche se si sottolinea l’importanza, in casi come questi in cui il vento può giocare un ruolo fondamentale nella dispersione degli inquinanti, di valutare proprio la direzione del vento dominante durante l’evento, per effettuare campionature anche a distanza dall’incendio.
Analisi negative avevano caratterizzato nell’immediato anche l’area circostante l’incendio dell’impianto della ORIM di Macerata, sebbene dopo oltre un mese si sono trovate concentrazioni elevate di inquinanti in falda, la stessa falda che viene utilizzata per irrigare i prodotti agro-alimentari che poi giungono sulle nostre tavole. Per questo, continueremo a seguire questa situazione da vicino.