La promozione della lingua italiana all’estero

Mirella Emiliozzi

Mirella Emiliozzi

L’Italia è tra le maggiori potenze culturali al mondo, e la lingua italiana sta diventando la quarta lingua più studiata. 
Per questo l’attività svolta dagli Istituti Italiani di Cultura è fondamentale, come lo sono tutte le attività in cui la nostra cultura e la nostra lingua sono al centro.

Qui trovate un estratto della mia relazione alla commissione affari esteri di camera e senato sull’attività svolta per la riforma degli Istituti Italiani di Cultura e gli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all’estero.

La cultura italiana è bellezza allo stato puro, in tutte le sue forme, e motivo di attrazione per sviluppare anche opportunità di lavoro ed economiche.

La rete degli Istituti Italiani di Cultura ha 33 sedi negli Stati membri dell’Unione europea, 8 nei Paesi europei non membri all’UE, 18 nelle Americhe, 12 in Asia ed Oceania, 10 nei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, 3 in Africa sub-sahariana.
L’organico si attesta a 101 funzionari e 7 dirigenti in servizio, e sul piano finanziario,
se la legge di bilancio per il 2017 ha previsto una dotazione complessiva di 16,82 milioni di euro, il capitolo 2761 nella legge di bilancio per il 2019 presenta una dotazione pari a 20,79 milioni di euro. Inoltre, sono state stanziate risorse straordinarie a sostegno del Piano di promozione integrata (150 milioni di euro per il quadriennio 2017-2020) per incrementare le iniziative promozionali organizzate dalla rete e di aumentare gli studenti di italiano all’estero e gli studenti stranieri presso le università italiane.
Interessanti anche i numeri legati alle scuole italiane all’estero: nel 2017, la rete era articolata in istituti statali onnicomprensivi (Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Madrid, Parigi e Zurigo); 42 scuole italiane paritarie; 2 scuole italiane non paritarie (Basilea e Smirne). A tale rete si affiancano le sezioni italiane presso le scuole straniere: 79 sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali (di cui 63 nell’Unione Europea, 13 in paesi europei non UE, una in Asia, una nelle Americhe e una in Oceania); 7 sezioni italiane presso le scuole europee (3 a Bruxelles e una rispettivamente a Lussemburgo, Francoforte, Monaco di Baviera e Varese). Gli alunni, per le scuole statali,
nell’anno scolastico 2016/2017, sono stati 4.208, di cui 1.361 italiani e 2.847 stranieri. Per quanto riguarda le scuole paritarie, cui il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale eroga contributi e che in molti Paesi costituiscono l’unica forma di presenza scolastica italiana, hanno avuto, sempre nell’anno scolastico 2016/2017, 16.224 alunni, di cui 1.938 italiani e 14.286 stranieri.
Il personale scolastico di ruolo ammonta a 624 unità, così distribuiti: 195 docenti nelle 8 scuole statali; 8 dirigenti scolastici presso le scuole statali; 34 dirigenti scolastici presso ambasciate e consolati; 19 unità di personale amministrativo; 26 docenti in scuole paritarie; 83 docenti in sezioni italiane presso scuole straniere, bilingui o internazionali; 110 lettori; 149 unità di personale scolastico presso gli Enti Gestori. Ulteriori 110 unità sono distaccate presso le scuole europee.
I finanziamenti e i contributi erogati nel 2017 alle scuole italiane all’estero ammontano complessivamente a 2,92 milioni di euro, cui si aggiungono 520 mila euro per l’innovazione digitale nelle scuole statali all’estero, interamente spesi. La componente maggiore della spesa è rappresentata dal personale, spesa che nel 2017 è stata di 50 milioni di euro.
Ci sono poi i lettori d’italiano, figure fondamentali per la diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo in quanto interagiscono con l’utenza universitaria, operando nei dipartimenti d’italiano in atenei stranieri, quelli di ruolo in servizio presso istituzioni universitarie straniere per l’anno accademico 2016-2017 sono stati 110, di cui 34 con incarichi extra-accademici. Gli studenti iscritti ai corsi ammontano a 23.734.
In assenza di lettorati di ruolo, viene in rilievo la funzione delle cattedre universitarie di italianistica, che si avvalgono di contributi finanziari della Farnesina finalizzati alla copertura parziale o totale del costo per l’assunzione di lettori di italiano direttamente da parte degli atenei stranieri. Nel 2017 tale azione, fondamentale in quanto stimolo all’attivazione di iniziative locali nel settore dell’insegnamento dell’italiano, si è rivolta, in particolare alle aree del Nord Africa e Medio Oriente (Marocco, Egitto, Israele) dei Balcani occidentali, della Cina e del Brasile..
Il numero complessivo degli studenti iscritti a corsi universitari di lingua italiana per l’anno accademico 2016/17 è stato 234.082, inclusi gli studenti dei lettori di ruolo del Ministero e delle cattedre che ricevono contributi da parte del Maeci.
Parte del sistema anche gli addetti scientifici la cui rete presso le sedi diplomatiche o gli uffici consolari era, al 31 dicembre 2017, così articolata: sei in Europa (Belgrado, Berlino, sede ONU di Ginevra, Londra, Mosca, organizzazioni internazionali a Parigi; uno in Africa sub-sahariana (Pretoria); due in Medio Oriente (Tel Aviv e Il Cairo), otto nelle Americhe (Ottawa, tre a Washington, San Francisco, Città del Messico, Brasilia, Buenos Aires); otto in Asia e Oceania (Canberra, Nuova Delhi, Seoul, Tokyo, Hanoi, Pechino, Shanghai e Chongqing).
Dulcis in fundo, i corsi di lingua e cultura italiana rivolti sia ai connazionali residenti all’estero sia a un’utenza straniera in quanto corsi inseriti nelle scuole straniere e finanziati dal Maeci attraverso la rete degli enti gestori. Tali corsi comprendono quelli tenuti dai 149 docenti inviati all’estero nell’ambito del contingente Ministero degli affari esteri-Ministero dell’istruzione ed i corsi realizzati dai 95 enti gestori destinatari di contributi ministeriali: per entrambe le tipologie si contano 16.506 corsi circa per 299.994 alunni. Quanto ai finanziamenti, lo stato di previsione del Maeci per il 2017 presentava uno stanziamento definitivo di 11,99 milioni di euro.
A queste attività, se ne sommano altre di promozione della lingua e della cultura italiane all’estero come lo spettacolo dal vivo e il cinema; la promozione delle arti visive e dell’arte contemporanea italiana; le mostre di design, scienza e tecnologia e patrimonio culturale; le borse di studio e gli scambi giovanili, il programma “Invest Your Talent In Italy” e l’internazionalizzazione del sistema universitario italiano; la valorizzazione del patrimonio culturale e le missioni archeologiche all’estero; l’attività d’internazionalizzazione della ricerca scientifica e tecnologica e dell’innovazione; la promozione del turismo e dei territori; la promozione del design italiano; la promozione della cucina italiana. Senza dimenticare gli Stati generali della lingua italiana nel mondo.
Rileviamo anche l’attività della Scuola Dante Alighieri che svolge attività di certificazione della lingua italiana e collabora con ambasciate, consolati ed istituti italiani di cultura nell’organizzazione di corsi di lingua.
Concludendo, prima di citare le organizzazioni internazionali – Unesco, Cern, Eunic, Eso, solo per citarne alcune, – con cui la Farnesina svolge azioni integrate, le risultanze dell’esercizio 2017 hanno condotto a censire complessivamente oltre 2 milioni di studenti di italiano nel mondo.