La criptovaluta oltre il valore monetario: un viaggio nella Bitcoin Valley

Paolo Giuliodori

Paolo Giuliodori

Ieri con i colleghi dell’Intergruppo innovazione della Camera dei Deputati Davide Zanichelli, Francesco Berti e Giuseppe Chiazzese abbiamo visitato la #BitcoinValley. Eravamo a #Rovereto, nella splendida cornice del Trentino. Un luogo bellissimo, in più arricchito da una realtà innovativa, unica come quella del #Bitcoin.
La Bitcoin Valley è un’iniziativa partita grazie all’intraprendenza di un gruppo di persone che credono nel potenziale delle criptocurrencies e vogliono spiegare cosa c’è dietro il bitcoin, oltre il valore monetario.
Siamo stati ospitati dalla società Inbitcoin, un’azienda italiana di eccellenza che sviluppa prodotti e servizi legati al mondo del bitcoin.
È un tema che mi sta particolarmente a cuore. Come informatico sono da sempre appassionato di queste tematiche, specialmente di questo nuovo paradigma che sono la #blockchain e le #criptovalute.

Negli ultimi anni sta crescendo notevolmente l’attenzione internazionale attorno agli usi della blockchain di cui le valute virtuali sono storicamente l’utilizzo principale, ma non il solo.
Si tratta di una realtà ormai consolidata in tutto il mondo. Sebbene ancora poco utilizzate, il loro potenziale può essere dirompente. Un fenomeno internazionale che però va prima di tutto conosciuto e studiato, per comprenderne a pieno tutti i possibili risvolti.
Cos’è infatti una criptovaluta? È un metodo di gestione del risparmio esente dal controllo di organi centrali, un sistema senza intermediari, autosufficiente, che si regge da solo, grazie a tutta una serie di protocolli e algoritmi. In sostanza è un sistema non oligarchico, non c’è una cabina di regia, un uomo al comando, ma tutti contribuiscono al sistema e tutti hanno gli stessi diritti e opportunità.

Abbiamo parlato ovviamente anche dei problemi tecnici, di come sono stati già risolti, di altri che stanno risolvendo adesso. È un mondo in continua evoluzione.
In tutto ciò il nostro ruolo istituzionale è quello di promuovere una nuova realtà che sta dimostrando di poter essere un potente volano per l’economia, per investimenti in ricerca e sviluppo. È nostro compito spiegare ai cittadini cos’è la criptovaluta, far capire a tutti che le criptovalute non sono sinonimo di “truffa” o, come viene fatto credere, un sistema che viene usato per traffico di armi e droga. Anzi.
C’è bisogno però di pubblicizzare di più questo sistema, di fare più informazione, di far conoscere le sue immense potenzialità ai cittadini. Così aumenterebbe anche il livello di cultura finanziaria, la capacità di gestire in autonomia il proprio risparmio, non delegare a istituti come banche, assicurazioni, intermediari finanziari, i cui servizi, come ci insegnano le ultime vicende bancarie, si sono purtroppo rivelati – questi si – spesso in conflitto di interessi e con risvolti al limite della truffa.
L’obiettivo è che possa fiorire un mercato, nuove imprese. A livello italiano si può sviluppare un importante ecosistema basato sulle criptovalute. Come ci è stato spiegato ieri, Rovereto, una cittadina di circa 40mila abitanti, conta oggi oltre 70 attività fra locali, pizzerie, dentisti, parrucchieri, ottici, autoscuole che accettano i bitcoin come pagamento per i propri servizi. Una vera e propria rivoluzione partita dal basso, che sta modificando tutto il tessuto economico del territorio. E l’Italia ha una grande possibilità, perché potrebbe diventare un’avanguardia mondiale.

È stata davvero una bellissima giornata. Abbiamo imparato molto su un mondo nuovo, che sta prendendo piede sempre più e che rappresenta una delle più grandi opportunità di sviluppo per il futuro. Un’esperienza di cui faremo tesoro.