Ecco l’attività svolta dalla Società Dante Alighieri nel 2018.

Mirella Emiliozzi

Mirella Emiliozzi

In commissione, ho avuto l’onore di relazionare su uno degli strumenti più efficaci per parlare di Italia nel mondo: la Società Dante Alighieri. 

Dal mondo si continua a “chiedere Italia”, ma la sfida che abbiamo davanti oggi è quella di rispondere in modo attivo e concreto: fare rete con altri attori istituzionali e con l’impresa, aggregare in forme concrete l’interesse che il mondo dedica all’Italia, rispondere a questo interesse offrendo occasioni per conoscerla meglio, visitarla, gustarne i prodotti o i colori della sua arte. 

Un tempo per promuoversi sembrava sufficiente raccontarsi; oggi non possiamo più limitarci a questo, per creare il dialogo bisogna anche ascoltare. 

L’orizzonte globale ci chiede di aprirci ulteriormente e dare una risposta puntuale a chi “chiede Italia” anche da paesi nei quali gli italiani non sono numerosi: in Russia, per esempio, dove si lavora per includere l’italiano fra le materie dell’esame di maturità e per accrescere i corsi di lingua. In Estremo Oriente, dove operano potenze commerciali che riconoscono alla lingua e alla cultura italiana, inserite nei percorsi formativi delle élite dirigenti, un carattere umanistico capace di agevolare le interazioni nelle diverse parti del mondo. 

La forza dell’italiano non si misura sulla dimensione della diffusione dell’inglese veicolare o delle grandi lingue (cinese, spagnolo o arabo). L’italiano è infatti la lingua dell’umanesimo e può attingere a un patrimonio secolare di tradizioni e conoscenze che ne fanno anche una lingua di pace storicamente legata a una diffusione non egemonica, né marcatamente colonialistica. 

Sappiamo che dobbiamo potenziare l’azione della dante nella penisola balcanica, nell’area mediterranea e in Argentina. E rafforzare le collaborazioni con i Paesi attraverso le componenti dell’italianità: la lingua e la cultura non sono disgiunte dal made in Italy o dall’imprenditoria italiana, con anche le sue eccellenze. 

Nel 2018 sono stati istituiti in Italia quattro parchi letterari, fra cui il Parco letterario Giacomo Leopardi voluto dalla Città di Recanati per celebrare i 200 anni dalla stesura de L’infinito. Recanati, nota a tutto il mondo come “Città della poesia”, è un esempio concreto di un legame naturale tra la poesia e i luoghi, i paesaggi, la cultura e le persone, e di come la cultura possa tradursi in forza trainante per l’incremento dei flussi turistici.  

Questa è la direzione da continuare a seguire!