9,9% la disoccupazione secondo l’Istat. Il dato migliore dal 2012

Martina Parisse

Martina Parisse

Abbiamo sempre saputo che il ruolo di un Movimento o di un Partito al governo è infinitamente più gravoso di quello di un Movimento all’opposizione; ma il prezzo pagato dal Governo Conte e dal M5S è stato ed è particolarmente elevato, perché oltre ai (legittimi) avversari in Parlamento, dobbiamo combattere ogni giorno una agguerrita (contro)informazione politica. Una vera e propria macchina da guerra lanciata a tutta velocità contro ogni misura del nostro Governo: reddito di cittadinanza, quota 100, sblocca cantieri, Tav, Alitalia, Ilva, Autostrade ecc ecc.

Per mesi, i vari commentatori hanno lanciato “grida manzoniane” contro il Decreto legge n. 87 del 12 luglio 2018 (meglio conosciuto come “Decreto Dignità”), sostenendo che avrebbe provocato catastrofi esiziali per il Paese e invece, a distanza di un anno, arrivano i numeri ufficiali dell’Istat. Ed i numeri sono testardi, specie se provengono da un istituto indipendente!

La verità è che il decreto Dignità ha migliorato il mercato del lavoro: oltre alle modifiche ai contratti di lavoro a termine e di somministrazione, ha introdotto il parziale reimpiego dei voucher; gli sgravi contributivi per le aziende che assumono under 35 a tempo indeterminato e l’aumento dell’importo delle indennità per i licenziamenti ingiustificati.

L’ISTAT attesta oggi che, da aprile a maggio 2019, abbiamo registrato: +0,3% di occupati (pari a +67 mila in valore assoluto) e +0,1% di tasso di occupazione. Le persone in cerca di occupazione sono in calo (-1,9%, pari a -51 mila) e il tasso di disoccupazione decresce al 9,9% (-0,2 punti percentuali).

Nel trimestre marzo-maggio 2019 l’occupazione ha registrato una crescita rilevante rispetto ai tre mesi precedenti (+0,5%, pari a +125 mila). Nello stesso periodo, sono aumentati sia gli indipendenti (+0,5%, +27 mila), sia i dipendenti permanenti (+0,6%, +96 mila), sia, in misura lieve, quelli a termine.

All’aumento degli occupati si è associato, nel trimestre, un ampio calo delle persone in cerca di occupazione (-3,7%, pari a -100 mila) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, -37 mila).

Anche su base annua l’occupazione risulta in crescita (+0,4%, pari a +92 mila unità). Al netto della componente demografica che vede penalizzate le donne, specie tra i 35 ed i 49 anni, la variazione è positiva per tutte le classi di età. La crescita nell’anno si distribuisce tra dipendenti permanenti (+63 mila), a termine (+18 mila) ed indipendenti (+12 mila).

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si è accompagnata a un notevole calo dei disoccupati (-6,9%, pari a -192 mila unità) e ad una sostanziale stabilità degli inattivi tra i 15 e i 64 anni.

Insomma, il decreto Dignità tutto è stato, ad eccezione di una catastrofe! E lo stesso varrà per i prossimi provvedimenti governativi: legge sul salario minimo e riduzione del cuneo fiscale.

Siamo preparati ad affrontare i soliti attacchi della (contro)informazione politica che seguiterà a predire esiziali disastri per il Paese, ma sapremo anche che le loro predizioni verranno smentite ancora una volta da altri numeri testardi!